mercoledì 20 giugno 2007

l'umore degli zigomi

quando le palpebre sono pesanti ma non hai sonno, quando l'aria calda ti si appiccica addosso e non puoi farci niente perchè una doccia sarebbe un sollievo troppo fugace per dare degli effetti apprezzabili. soprattutto quando pensi che oggi andrai al fiume ma scopri che quel fiume si è prosciugato, anche quando casualmente scopri un pacco di sigarette, nel caso marlboro lights rigide, e visto che non fumi ti meravigli che ci siano e pensi che giacchè una te la puoi fumare, apri e non v'è traccia di marlbro rigide; in tutti questi casi, i quali possono accadere in sequenza, ed è quello che mi è successo, pensi che la colpa sia del caldo, pensi che sia una situazione di emergenza e allora tutto sia concesso, come la pena di morte in tempo di guerra. allora voglio esagerare, apro il frigo e stappo una dreher scintillante sfavillante e piena di brina come la mia pelle, la sorseggio senza far niente, mi viene giusto da pensare ad un paio zigomi alti ed eleganti che ho visto per strada, di sfuggita, qualche giorno fa..

lunedì 18 giugno 2007

giovedì 14 giugno 2007

scusate il ritardo




un caleidoscopio di personaggi,il vecchietto con la 126 bianca che procede a passo d'uomo con canotta bianca e bermuda a vita alta, la vicina di casa che adesso la chiamo zia, ma è come uno york shire: a volte lo accarezzeresti, delle altre lo prenderesti a calci. un'altra zia, questa volta anna, che ha cercato di spiegarmi come fpsse vestito suo figlio il giorno del suo recente matrimonio: abito bourdeaux di velluto come willy wanka e scarpe di pitone rosa.un uomo che voleva infilarmi la racchetta nel culo perchè secondo lui ero una tesata di cazzo perchè giocavo a racchettoni in spiaggia, ma forse aveva ragione sull'essere testa di cazzo.

i pescatoro, tanti e tutti abbronzati con barba incolta e sigaretta perenne in bocca, come se non si consumasse mai, non li ho mai sorpresi mentre se ne accendevano una, forse usano gli stessi superpoteri con i quali prevedono la pioggia, le mareggiate e tutte quelle cose.un'allegra famiglia che lo stesso giorno in cui mi hanno detto che ero una testa di cazzo, voleva denunciarmi perchè secondo loro ero ubriaco e drogato visto che avevo una dreher in mano ed il cane, pardon, la cane, senza guinzaglio.tal piero che oltre a pagarmi la colazione mi ha praticamente regalato un'aragosta. il barista con due erre, l'unica persona che per sopportare il doppio turno, riposa metà persona alla volta, un occhio chiuso ed un occhio aperto, ma seriamente ed impeccabilmente ti serve offrendo prezzi stracciati terminando ogni frase con un PREGO, indugiando per dei secondi sulla "e".
non posso non nominare mio cugino lillo, un cane dal pelo fulvo (proprio grazie a lui ora conosco il sognificato della parola fulvo), indipendente e scaltro, lui fa il bagno in mare solo in giugno e in settembre, ha deciso così. ed in tutto questo trionfo di autentica vita, vi sono altre cose da ricordare: le mail di lamentela per la mia latitanza rispetto agli aggiornamenti, il mare blu ed il fatto che sono a casa.

martedì 5 giugno 2007

di getto

sonno stropicciato sul letto, la finestra aperta e la luce del sole del pomeriggio tardo e plumbeo riposa nella stanza disfatta. il lavandino ricolmo di stoviglie e nell'aria una leggera punta di anice, mi aggiro per la casa rilassato, ascolto il silenzio delle sei. penso a cosa sò di più adesso e che mi potrà servire nella vita: lo chevre è un formaggio francese di capra, mi piace la tequila, il carpaccio può essere anche di melanzane, il barrè, la potenza dei fermenti lattici si esprime in miliardi di spore e non di spole, fino a quaranta gradi puoi mischiare i colori e non succede niente, la pianta di basilico non va sotto il sole, mentre stappi una bottiglia di vino devi essere mentalmente convinto che non saprà di tappo,mi piacciono alice dona e serge gainsbourg, la collezione dicembre-gennaio si chiama crociera, sempre meglio prima perchè prima è meglio e poi qualcos'altro, ma dovrei pensarci troppo e so anche che pensare troppo non fa tanto bene.

domenica 3 giugno 2007

bollettino

ho appena terminato una seduta importante, una riunione nella quale sono state approvate svariate delibere, tutte di una certa consistenza.
lo stato di liquidazione è stato revocato, il risanamento si concluderà con l'acquisto di fermenti lattici e vitamine per 3 miliardi di spole/spore.

venerdì 1 giugno 2007

38 e 4

ho la stessa temeperatura di quando ho sostenuto l'esame per accedere alla seconda elementare senza passare dalla prima, in gergo si dice che ho fatto la primina. avevo le orecchie tappate ed il cervello ovattato come in questo momento, avevo scritto un dettato e la prova di matematica era fatta di esercizi del tipo 3+..=10 e ce ne erano anche con le moltiplicazioni. proprio perchè non stavo bene ricordo anche che indossavo un giubbotto a vento celeste che era una figata, ero tutto imbardato in una classe con i mattoni a scacchiera che avevano ormai perso il loro smalto, a fianco a me un bambino e una bambina ( ma alla fine solo io avevo preso ottimo). dopo l'esame era venuto a prendermi da scuola mio nonno in bici, la zappa attacata all'asta, "non preoccuparti del vento, serve ad indurirti le ossa" mi aveva detto e, una volta entrati in casa, l'odore di cibo cucinato nell'aria ricaldata dal fuoco aveva assalito le mie narici intasate. mio nonno si è seduto a fianco al camino invotandomi a fare lo stesso e mia nonna, una figura illuminata dalla poca luce che entrava dalla finestra intenta a lavorare all'uncinetto, è venuta verso di noi e piegandosi verso mio nonno gli ha sollevato i piedi e sfilato le scarpe. un gesto semplice ed enorme che è rimasto nella mia mente, uno di quei ricordi che si dicono indelebili. mi è ritornato a galla proprio adesso, spinto dai fumi di una febbre che sale e non accenna ad andare via. riesco a scrivere ma fatico a leggere, provo a domire ma rimango allo stato di una persona con gli occhi chiusi, ho delle fitte alla pancia che mi danno pena a intervalli regolari, tra un pò dovrebbe arrivarne una, ancora un attimo e uhjknhgvfjhhfkuygh knmb,mnyffdxerewtsrygnbvghjh.. ok è passata, "domani andrà meglio" diceva mia nonna a mio nonno mentre gli sfilava le scarpe.

the last performance




strisciati ai fiori di zucca con filetto di orata e scorza di limone- carpaccio di pesce spada con salsa di limone e salvia- greco di tufo e cynar

martedì 29 maggio 2007

lunedì 28 maggio 2007

la stessa faccia

un evento inaspettato mi ha reso felice, basta poco, davvero poco. abito nella casa dove abito da circa cinque anni, vado per i sei; i primi tre anni ero un fumatore regolare ed ogni giorno mi recavo al tabacchi sotto casa, sempre lo stesso, e chiedevo un pacco di sigarette, sempre lo stesso, guardando una faccia interrogativa che attendeva, sempre la stessa. nel corso degli anni mi è capitato di andare più volte anche nello stesso giorno, sempre allo stesso tabacchi per soddisfare le varie esigenze legate al tabacco e a prodotti surrogati. mai, dico mai ho ricevuto un segno di intesa da parte di quella faccia interrogativa, sempre la stessa, che mi guaradava ogni volta come se fosse la prima volta che entrassi in quel tabacchino. ebbene oggi, giorno in cui ho deciso di comprare del tabacco per illudermi di non essere ridiventato un fumatore, proprio mentre stavo prendendo cartine e pacco di golden virginia da sopra il bancone voltandomi per andarmene, quella faccia, sempre la stessa, mi ha sorriso e furtivmente, come se fosse proibito, mi ha allungato una borsina porta cose: "così sei più comodo" mi ha detto. aleluia alleluaia alle-luia!

venerdì 25 maggio 2007

san ruffilio-ponte savena

quando senti una vocina dentro di te che ti dice di fare delle cose, la voce della volontà ridotta all'osso, minimizzata. le abbassi il volume e riesci a sentire solo un vocìo nei momenti di non concentrazione. hai deciso di non sentirla, il passaggio dal pensiero all'azione è troppo faticoso, ti sembra lungo ed impervio come affrontare un passo di montagna in pieno inverno. allora quando riuscirai a sentire questa vocina e atradurla in azione significa che sei diventato grande e che sei maturo? non ci credo, mi tengo la mia vocina che mi dice le cose e che non ascolto, mi tengo i miei contrasti, mi tengo le mie delusioni e le mie gioie inspettate. ma non è così semplice perchè se arriva una cosa positiva si dimentica che quella vocina telo aveva detto, se invece ad arrivare è una cosa negativa, sei capace di invertarti di aver sentito quella vocina che ti avvertiva, che ti diceva cosa fare.
in quei momenti nei quali sei seduto nell'autobus poco affollato, sei assorto nell' ambiente diafano fatto di oggetti freddi e persone diverse, credi di avere una risposta per tutto e quindi chiudi il cerchio dei pensieri con un sorriso sferzante, beffardo. così di nuovo giunge quella vocina e se non le abbassi il volume sono cazzi, se la ascolti e non la traduci in azione sono cazzi e se non ti accorgi che devi scendere quando devi scendere, beh in un modo sono cazzi anche quelli..