martedì 25 settembre 2007

più repressione più violazione



è altamente consigliato svegliarsi ed ascoltare il bel danubio blu. io, per esempio, nella semi coscienza di un risveglio non forzato ma pastoso, ho fatto questo. i pensieri si muovevano cullati dalla musica, gli occhi fissi sulla tazza di té ed anche il fuoco di fumo che ne usciva pareva seguire la musica, non fosse per qualche rutto del mio amico che ne sorprendeva la regolarità e mi aumentava il buon umore.

lunedì 24 settembre 2007

start-up

l'aria cerca di farsi strada tra le mie narici occluse da un muco che è là da una settimana, sento i muscoli del collo che scricchiolano dopo una notte che mi ha mosso e fatto scoperchiare il letto, il caffè uscirà a momenti e la giornata incomincerà fra un pò di più, ma lo stato influenzale persiste. adoro saltare la tappa "denti" prima di andare a dormire, mi fa sentire come un bambino che salta la scuola, o comunque come un bambino che pensa "ti ho fregato" anche se sta parlando solo con se stesso, mi piace un pò di meno il sapore in bocca che ti rimane la mattina dopo. parte il cd, piano piano mi sveglio mentre il torpore svanisce insieme al muco nel naso, affiora alla mente la giornata di ieri, si presentano i pensieri dei "devo" di oggi.

domenica 16 settembre 2007

_-_-_

è vero èvero, è solo che sembra ancora estate, è solo che c'è una tappa di mezzo, è solo che c'è un "ultimo" di mezzo proprio domani, è solo che mangio questo toast e fuori c'è un sole accecante e mi sento una cosa dentro, è solo emozione.

giovedì 6 settembre 2007

karamallis

intendiamoci, non voglio riferirmi agli starnutini notturni e alla coperta o troppo corta o troppo per terra, non voglio neanche riferirmi a quanto ero perso in, e preso da, una festa in mezzo a persone che pubblicizzavano prodotti dalle proprietà smacchianti straordinarie e ad anziani che praticavano il total body al ritmo di tiraseròl'aiuolaremix. niente di tutto quasto, o meglio non in particolare questo, volevo dire che il barrè è questione di pratica e che a volte succede che ti diano un amico gratis che ti pulisce casa senza soluzioni di cpntinuita, mi dispiace solo che adesso non potrò più flirtare almeno per telefono con ruxana, minuta ragazza delle pulizie, cioè non avendo una scusa finirebbe il gioco. diciamo sono felice, per tanti motivi, ma soprattutto per i pomodori, perchè se in una casa non ci sono pomodori, la cosa è più triste della pasta al burro e io ne ho un cesto pieno, un gran bel centro tavola con pomodorini e friggitelli che mostrano i loro colori e fanno sentire i loro profumi.

domenica 2 settembre 2007

memoria, breve II

da quando ho imparato a fare il morto a galla non ne posso fare a meno, ti distendi e galleggi, senti con la bocca dello stomaco il silenzio sott'acqua, senti nelle orecchie i rumori là fuori e lo sciabordio del mare contro il tuo corpo sospeso, chiudi gli occhi e sei tu che parli con te, null'altro.

memoria, breve

risolutamente, seduto e rilassato, ho deciso di starmene immobile e guardare il soffitto. nella stanza, i pensieri si muovono come piccole lucciole e, nelle pause tra una traccia e l'altra del cd, si spengono e si riaccendono. nel treno invece, specie quando è caldo, e sei da solo seduto nell'ultimo scompartimento dell'ultimo vagone della freccia del salento, i pensieri scappano via dal finestrino vibrante, vibrante come ogni cosa che ti circonda in quel momento, volano e si perdono nella notte.

mercoledì 8 agosto 2007

Souvenir

Il y avait la fête de ma petite ville: beaucoup de lumières, de couleurs et tout le monde qui se promenait dans les rues parmi le etalages de gâteaux et de vêtments, mes oreilles pleines d'un mélange de musique de l'orchestre et des hurlements des commerçants. Moi et ma cousine etions dans le fleuve de gens, dans ma main une glace qui ne resistait pas à le chaleur de l'été, j'avais 4 ans e tout était plus grand que moi. Nous nous sommes arrêtés devant un étalage d'animaux et je me suis fixé avec un petit singe, j'admirais son costume céleste, ses 4 mains et sa tranquillité. Ma cousine m'a dit de lui donner ce que restait de maglace, mais je ne voulais pas , je lui ai seulement demandé:"Pourquoi tu es tellement poilu?".

sabato 4 agosto 2007

autoroute

l'abitcolo della marbella è un catalizzatore di pensieri, una metafora della mente. scorri lungo le autostrade di ovunque sia, osservi la linea di mezzadria prima continua, poi discontinua. guardi fuori dal finestrino e le piccole macchie sui vetri ti attraggono, poi perdi subito l'attenzione e osservi il paesaggio che sfila là fuori, montagne di notte, luna prima crescnte poi piena e poi calante, alberi colline e fiumi, vigneti eleganti come solo i vigneti francesi sanno essere, un camion nell'oscurità, una donna al casello dell'autostrada che ti sorride, la playlist che scorre e la mente a briglia sciolta: pensieri che tracciano delle linee tra le stelle, come il gioco facile della settimana enigmistica di tuo padre.

L'ULTIMA CENA

venerdì 3 agosto 2007

allora quando parti?

cielo nuvolo, aria fresca e sensazione che spiazza, come i fiori che si svegliano prima a causa del caldo, come i baffi che si ghiacciano dopo a causa del freddo.
mi sento esattamente come un animale che ha l'orologio biologico sballato, sballato dalla mancanza di sole, da un' aria frizzante inattesa, dalla scomparsa di una routine estiva marina e fatta di cibo e buon vino, di un cane, di affetti ed amici, di bevute, di sostanze, di pugni schiaffi e abbracci, di discorsi ripetuti fino al non-sense, di amari, di ricci e cozze e provola ed un pò di ostriche, della tedesca a punti con la veloce e la super veloce, di sudate nella macchina e di lenzuola umide, di tramonti rossi nel mare di ponente dove il sole va a dormire con ritmo crescente.
spiazzato e piacevolmente sorpreso, eccitato, si mi sento anche eccitato, anzi no, è colpa della terza tazza di caffè un pò tiepido ed un pò freddo, proprio come la giornata di oggi. ma lo sappiamo tutti, il sole è là dietro, le nuvole estive sono sempre indecise, a volte dense ma mai persistenti, basta poco e tutto va via, come togliere l'alone di quel caffè un pò freddo ed un pò tiepido, ancora umido, nella tazzina davanti a me.