venerdì 20 aprile 2007

sonniveglia, come dice un caro amico



"apro gli occhi ed il buio della stanza è attraversato da
fili di luce che entrano dalle fessure della tapparella.
non sapere subito se c'è il sole al mattino è una cosa che mi irrita,
ho deciso, però, di convivere con questa irritazione
quando ho capito che la luce non mi faceva dormire, delle
lame che maltrattano le mie palbebre, e poi io non sono mai
riuscito ad addormentarmi o a continuare a dormire quando
il colore dentro di me, cioè quella specie di schermo che hai davanti agli occhi
quando sono chiusi, è tipo arancione o di un nero con delle macchie di leopardo bianche.
è andata bene con le ciabatte, stranamente sotto il bordo del letto, ma sono sicuro che
un giorno, mi sveglierò nella mia cazzo di stanza buia o inondata di luce e,
arrivando in cucina, scoprirò (Mon Dieu!) la moka del caffè pronta, scintillante ed adagiata sul fornello che aspetta solo di essere acceso, sentirò lo sfiato della valvola, un fischio crescente
quasi insopportabile, lo sapevo..lo sapevo". Apro gli occhi e questa volta, insieme ai fili di luce, dal comò noto una fonte di luce che si accende e si spegne, vibra, ed emette un suono simile al fischio di una valvola, come quella della moka del caffè..

3 commenti:

Anonimo ha detto...

riflessivo,lucido,ispirato...attraverso metafore e non cerca l'autore di esprimere uno status che non mi è poi cosi sconosciuto

angelo de ha detto...

l'anonimo si chiama ernesto?

ernesto ha detto...

oui, c'est moi...l'ernestu