lunedì 12 maggio 2008

rigato o meglio: a strisce orizzontali


scivolavo lungo la strada principale dopo aver litigato con lo stereo che non legge i dischi masterizzati, ho notato una coppietta che noto sovente in queste mie sortite cicliche e regolari, rilassanti e riposanti, in quel del mio paese. immediatamente mi si è fissato un sorriso sulla faccia, forse un pò dovuto ad altro a seguito di attraversamento dell'ennesima campagna fiorita, scorgendo queste figure lei rotondetta come un birillo che finisce con un fondo rotondo, lui mastodontico in tenuta aderente e pettinatura al millimetro, il tutto condito da andatura spaccascialla (significato intuibile perché parola onomatopeica). "a volte non sai ascoltare" mi è stato detto, ho dato ragione, forse è vero mi sono detto. il giorno dopo sono stato ad ascoltare ogni rumore, il fischio della macchina che causa gentili urla dei passanti "la cinghia!", il ronfare del cane, il silenzio a cui non sei più abituato. poi sono passato ad ascoltare le persone, forse alcune semplicemente sentirle, mi sono imposto di fare caso a quello che mi veniva detto da chiunque, con il pensiero ho schiaffeggiato più volte la mano della coscienza irrispettosa che ha cercato di abbandonarmi premendo il pulsante del pilota automatico di me stesso. ho continuato ad ascoltare, risultati altalenanti, ma ho concluso che alla fine non ne vale tanto la pena,un filtro serve sempre; capitano quelle giornate in cui si è fissati in qualco9sa, esse rimarranno solo delle giornate isolate e quelle fissazioni solo delle fissazioni di una giornata. oggi, mi viene da dire finalmente, è nuvolo, occorre rimettersi a lavoro, con tutto il suo corredo di caffé e concentrazione dovuta al "lo devo fare". un dubbio mi si sta presentando nella testa, mentre deglutisco ansiosamente con la voglia di testare lo stato di salute delle mie mucose esofagee, mentre con la punta delle dita tolgo dalle palbebre questa materia giallina che non ho mai capito come sia possibile che si formi, mentre penso a dei seni, mentre penso a mio nonno, mentre penso a dei disegni che ormai mi hanno deluso, al succo e polpa alla mela e alla fave ingrappate, al marrone ed al prosecco, alla mancanza, alla poco educata carne di montone, allo spreco ed alla vocazione, alle maestranze al denaro al sole al mare al cane a de andré, alla mono alla stupida emozione che mi ha preso ieri mentre passeggiavo con le mani occupate da un bicchiere ed una sigaretta, sbaglio oggi se ascolto me stesso?

2 commenti:

peppino ha detto...

amoreeeee...

anelode ha detto...

ammmmoreeeeeeeee