giovedì 5 febbraio 2009

emmesse!

anche se non mi piace iniziare con questa frase, mi tocca perché è la verità:
quando ero piccolo ero abituato a vedere delle cose che oggi mi sembrano assurde, ma mi lasciano un pò l'amaro in bocca per l'autenticità che di questi tempi scarseggia, sarà anche questo colpa della super mega crisi finanziaria, della "recensione" ho sentito dire. quando ero piccolo, di fronte a casa mia al mare vi era e vi è un porticciolo, un molo turistico direi oggi, ma quando ero piccolo lo chiamavo porticciolo. ebbene questo porticciolo era una infrastruttura al servizio del contrabbando di sigarette. loro, i contrabbandieri, i miei idoli quando ero piccolo, scaricavano scatoloni di kim, chesterfield e marlboro 05 tre quattro volte al giorno. era normalissimo che nella calma e nella canicola di un primo pomeriggio di agosto qualcosa nell'aria si muovesse, si iniziasse a vedere qualcuno affrettare i passi, guardare verso il mare, poi si sentissero i rombi delle alfa giulietta che arrivavano sparate e che chiudevano il passaggio delle strade qualunque cosa vi fosse in mezzo. io e la mia famiglia, come tutte le altre famiglie residenti in estate in quella marina, ce ne stavamo in veranda a guardare questo spettacolo che dava una sensazione simile a quella che si prova quando ci si trova a vedere del flashmob. arrivava lo scafo, intanto un furgone si piazzava all'imbocco del molo,si gettavano le corde per l'ormeggio, urla rombi e bestemmie gratuite riempivano le mie orecchie, per me era musica. ricordo perfettamente che una volta, mentre si svolgevano le operazioni prodromiche allo scarico delle sigarette, al centro della strada serrata da una golf gti e una alfa giulietta, rimase bloccato un camion che vendeva latte: l'immagine che ho è quella di una persona vestita di bianco con i capelli semi lunghi sulle spalle che, con un fare da capo - ed effettivamente si rivelò poi il capo di quella squadra di scarico, lo so perché altrimenti mia sorella non se ne sarebbe innamorata- che in piedi sulla cappotta della sua alfetta spremeva una confezione in tetrapack di latte nella bocca, la pressione era troppa e dunque rivoli di latte scendevano lungo tutto il suo corpo di bianco vestito, ed era bianco su bianco bagnato, ed urla ed applausi e clacson. ricordo anche che quando ormai mi sentivo più grande, ma sempre quando ero piccolo, nel momento in cui si svolgeva lo scarico delle sigarette e magari i miei genitori non erano in casa, non me ne stavo sotto la veranda, mettevo al collo una collana d'oro rubata a mia madre, perché altrimenti non potevi essere uno diloro, e mi mettevo sul molo insieme ai contrabbandieri di professione ed a quelli che lavoravano alla giornata, come nei cantieri edili, loro disposti a catena che si lanciavano scatoloni di sigarette e li spostavano dalla stiva dello scafo, neanche a dirlo a sigaretta, al vano del furgone iveco, io che tenevo con tutta la mia forza una delle cime ruvide e zuppe di acqua salata, formica che partecipava all'ormeggio. La paga era ovviamente in stecche di sigarette, io, ultimate le operazioni, me ne tornavo zompettando in veranda con una stecca di kim che mettevo sul tavolo per mia madre che accettava, perchè non le dicevo che me l'ero guadagnata, ma che l'avevo trovata tra le barche di fronte, era d'altronde del tutto plausibile, fra le barche di fronte a casa si trovava di tutto: scarpe, borsoni pieni di panette di marjuana inzuppate d'acqua, coperte, mi disse una volte mio cugino anche fucili con i quali sparava i suoi amici che poi resuscitavano. d'inverno le sigarette le portava in casa mina, la famme de menage, una donna che era sempre seguita da una colonna sonora di canzoni napoletane. veniva per lavorare e portava con cadenze regolari due stecche di kim avvolte in carta da giornale. oggi mina non fa più la femme de menage, forse è alla germania insieme a suo marito che forse hanno scarcerato. quando cambiammo femme de menage io pensavo perché mia madre ad un certo punto si mise a fumare rothmans slim che per me non potevano essere di contrabbando perché erano slim. ricordo che quando ero piccolo da grande volevo fare il contrabbandiere, ricordo che si giocava a sigarette, una evoluzione dell'acchiappa acchiappa che consisteva nel darsi l'immunità dalla cattura pronunciando una marca di sigarette immediatamente prima di essere toccati, la più comoda era emmesse. Si giocava con i walkie-talkie a contrabbandieri e finanza, non a guardie e ladri, la differenza stava ovviamente nello stile e, soprattutto, che nessuno voleva mai fare la finanza.

8 commenti:

roscia ha detto...

fore te capu! che tiempi cumpà..

gunilla ha detto...

stupenda sta storia ..poi come la racconti...

malandrino!

*sarah ha detto...

Magnifique! e non lo dico perche sono di parte...

bernaud ha detto...

la fiera delle banalità con uno stile e una grammatica pessimi.non va,non va.....cazzo

Anonimo ha detto...

NdA ho dimenticato le merìt

pagliazza ha detto...

semplicemente geniale....this story is really fucking cool bro

Anonimo ha detto...

e sine, ma ci eti la "mina"?

Anonimo ha detto...

E cazz..