giovedì 12 febbraio 2009

RATATOUILLE

si chiamano Mus muscullus, quelli che avevo io erano domestici, non selvatici. mi pare di avere già raccontato delle mie battaglie contro i topi, ma ora vorrei fare un discorso più compiuto. all'ora e nel momento della nefasta scoperta, iniziai le mie ricerche per ben equipaggiarmi nella lotta contro i topi. avvenne che, recatomi in un centro commerciale, scesi nel seminterrato, (il faidaté è sempre nel seminterrato), mi avvicinai agli scaffali delle trappole per i topi ed iniziai a farmi un'idea. un personaggio sinistro mi si avvicinò, un commesso. Parlava un francese sbiascicato fra i denti sporgenti e nello stesso momento l'occhio destro gli si chiudeva leggermente, quasi a dimostrazione dello sforzo di concentrazione che compiva. mi disse in tutta franchezza che le trappole classiche non servivano a niente. mi appuntai mentalmente di metterne un paio in una ipotetica scatola del tempo dove si mettono le cassette "misto angelo" o "misto giocala" insieme a tutte le cose che non si usano più. Fui attratto dall' estetica della classica trappola per topi, quella con la molla per intenderci, ne compèrai comunque due piccoline e graziose, credevo bene facessero arredamento. mentre pensavo a questo, il barbuto commesso continuava a parlarmi ed il tono di quello che diceva era sempre più apocalittico. "si muovono per i continenti, sono dapperttutto, si migliorano e si modificano geneticamente, nessuna trappola sarà la soluzione, esse diventano subito obsolete". "per ogni topo che vedi alle sue spalle vi è una colonia di almeno 100 topi""l'unica soluzione sono i gatti, io ne avevo tre che mi uccisero tutti e 15 i ratti che allevavo quando abitavo in campagna",mi dispiace gli dissi, con un mezzo sorriso, ma lui era troppo concentrato in quello che diceva, l'occhio destro ormai era chiuso. Io dissi che allora avrei preso un gatto, ma lui mi avvertì che un gatto è un gatto, che vive una decina d'anni, che mi doveva piacere avere un gatto se lo volevo, non era un elettrodomestico. il suo discorso non faceva una piega. mentre stava per finire la sua entusiastica dissertazione sui ratti ed i topi, la mia ragazza lo caricò oltremodo e definitivamente raccontandogli di un gruppo di topi i quali, mi pare in Cina, rimasero bloccati in un tubo e la parte della colonia libera portava loro cibo, e quei topi incastrati a furia di stare incastrati e mangiare erano diventati di dimensioni spropositate, nella mia testa l'immagine di splinter, il maestro delle tartarughe ninja. mi propose una colla per topi che consisteva in un rettangolo nero 15x30 cm fatto di una materia apiccicosa, avvertendomi che sulle istruzioni era scritto che il topo catturato moriva dopo pochi minuti per arresto cardiaco, per la paura. Lui mi disse che era vero, che morivano, ma, e qui fece una pausa aprendo e chiudendo l'occhio destro, quasi per permerttersi di respirare, très lentement (molto lentamente). iniziò poi a sorridere, provava piacere nel parlare di topi, nell'ascoltare storie sui topi, ad un certo punto lui stesso mi è sembrato un topo gigante, con il gilet modello brico, un topo gigante più gigante del maestro splinter. ce ne andammo, comprai ciò che mi aveva consigliato, non potevo non farlo, avevo trovato il maniaco dei topi vestito da commesso. Le trappole funzionarono uccidendo tre dei 100 topi che erano nel mio palazzo, anche se, applicando con rigore la teoria del commesso topo gigante, sarebbero dovuti essere trecento e così all'infinito, comunque questi sono solo dettagli. erano dei topi piccolissimi, sembravano anche puliti e la storia che morivano très lentement ovviamente era vera. Una notte ne catturai uno, lo misi in una busta tutto attaccato al rettangolo nero e lo piazzai fuori dalla porta. mi rimisi a dormire. tuttavia, nonstannte il muro, nonostante la porta chiusa, nel silenzio della notte sentivo i gemiti di agonia del piccolo topo. mi accanii contro la busta finché non ottenni il silenzio come risposta. Il giorno dopo mi svegliai, trovai in cucina il terzo ed ultimo topo che ero riuscito a catturare, era in silenzio, vivo e bloccato sulla colla nera con le quattro zampe ed il muso. sollevai la trappola e guardai negli occhi il topo, aveva la stessa faccia del commesso topo gigante, aveva persino l'occhio destro semi chiuso. non ebbi dubbi che quel giorno al centro commerciale avevo parlato con il capostipite di quella colonia. Sicuramente era stato cacciato via,spedito nel mondo degli umani, esiliato dalla colonia di allora perché si era scopato tutte le tope femmine, anche quelle sposate e, adesso che tutta la sua progenie era nata, la colonia era composta solo da suoi figli, trecento figli di zoccola e lui, senza accorgersene, per la sola ripicca di vendicarsi contro coloro che lo avevano cacciato, li stava piano piano uccidendo tutti.

2 commenti:

roscia ha detto...

..quelli inglesi compà sono molto più furbi.. e poi se vuoi un consiglio la colla è il miglior rimedio lassalu perdere drhhu figghiu te zoccula..

Ernesto ha detto...

beh certu,sai com'è!