lunedì 25 febbraio 2008

pipì & romance

se devo pensare alla nottata, mi viene in mente un sonno nero, buio pesto, profondo e riposante. alle luci dell'alba l'innocente esigenza, di irrefrenabile pressione e conseguente improcrastinabile svolgimento, di recarmi nella salle de baigne mi ha fatto destare e risalire dall'abisso ovattato in cui mi trovavo. per non svegliarmi troppo da quella sensazione rilassante non ho cercato le pantofole, ho ignorato il fresco del pavimento sotto la pianta dei piedi ed ho fatto pipì senza essere sveglio tuttavia centrando il bersaglio. rientrato nel letto era ormai troppo tardi, uno stato mentale del tutto fuori controllo, nel quale le sinapsi sfrecciavano ad inaudita velocità, si è presentato ed ha mandato in frantumi ogni mia speranza di riprendere il viaggio sonnolento e pieno di benessere di qualche minuto prima. in questi casi, nella tua mente ti capita di incontrare lo spremiagrumi cromato della tua infanzia che non vedi più da ché so, millenni, i particolari del pavimento della casa della nonna e poi, tutta un tratto, dei signori di nero vestiti, tonache e cappelli medioevali che sormontano facce seriose e rasate, rigorose, ve ne sono tantissimi come l'uomo con la bombetta di magritte. portano degli stendardi, il capofila è monsieur ansia del futuro prossimo vicino, se guardi nei suoi occhi ti vedi in una grande aula, vestito di tutto punto davanti a tanti signori, ma regna il silenzio, qualcuno ti parla ma non riesci a distinguere i suoni e a dire delle cose sensate perché non hai avuto il tempo di pensarle, di scriverle, hai ignorato cose macroscopiche come ti succede sempre; lo segue un altro uomo esattamente uguale con un altro stendardo fra le mani, questi è l'uomo terapia dal quale è possibile vedere attraverso gli occhi la luce diafana degli ospedali, le flebo e tutto il resto. sposto lo sguardo sul terzo della fila, dietro di loro solo una massa confusa di immagini innalzate e cappelli ondeggianti, questi ha negli occhi madama scelte, con tutto il suo arredamento tutt'altro che minimal: tempo che passa, introspezione, cose concrete ed ingresso nel cono delle possibilità che si riducono. Io mi tengo alla larga, li osservo con il battito del cuore che aumento, maledico la pipì che mi strappato da un sonno raro, muovo la testa, muovo il corpo attraverso il letto ancora caldo, unico ricordo di una notte piacevolissima. cerco un diversivo con lo sguardo e scorgo delle ciocche di capelli biondi, inizio ad esaltarmi, sì togliamo questo neo nero di processione, voglio fiumi di "bionidità"! lo sfondo è illuminato dalla luce di due occhi azzurri intensi che danno felicità e sono incorniciati da un volto conosciuto, impresso nella coscienza e nel subconscio, il colore candido della sua pelle mi tranquillizza, la temperatura diviene tepore, la processione medioevale scompare nel fumo del "sonniveglia", il cuore rallenta, i muscoli delle palpebre si rilassano, la schiena si distende, l'amore trionfa, spero rimanga ancora abbastanza tempo prima della sveglia.

6 commenti:

ernesto ha detto...

madame et monsieur...angelo les champagne

Anonimo ha detto...

lu catamu te st' futte..!

Anonimo ha detto...

il tuo aspirare alla follia ghezziana (enrico ghezzi n.d.r.)è apprezzabile...ma ancora tutto in fieri....
lu catamu

Anonimo ha detto...

p.s. in fieri sta per in divenire...in costruzione..ecc.ecc...
lo stesso di prima

Anonimo ha detto...

ca te ndaggiu ccuetu te sutta la stazione ..mannaggia na...!?
NdA

Anonimo ha detto...

st' ziccanu eh!