domenica 8 luglio 2007

lo scerabbà


è da un paio di giorni che mi chiedo come interpretare il titolo: "pensavo fosse amore invece era un calesse". da qui è stato facile dedurre che più o meno tutte le scelte, dalle più banali alle più importanti, comportano uno schierarsi. e c'è di più, anche se risaputo, mi è venuto in particolare in mente poco fa questo: ogni cosa è perepita diversamente , da questo percepire derivano anche le scelte. una patata e un peperone, due cose diverse!
c'è una cosa vorrei dire: proprio stanotte ho fatto un sogno in lingua, parlavo al telefono ma avevo la doppia telecamera, tipo immagine divisa in due sullo schermo. da un lato io e dall'altro l'interlocutrice, ovviamente.parlavo un'altra lingua, francese mi ricordo, scherzi dell'inconscio. la particolarità è che era un sogno con i sottotitoli per non udenti. "sottotitoli per non udenti", lo stesso concetto di "posto riservato per invalidi civili e di guerra" mille volte letto ed una volta anche scritto per un Amico con il collare ortopedico, un pò invalido poverino e tutto perchè? per colpa della sambuca.
ma non è di questo che volevo parlare, non mi ricordo più, come quando inizi un discorso e, dopo una pausa lenta e velocissima, meraigliato chiedi: "dove ero rimasto?". si dunque, la patata ed il peperone, pensate all'uovo e a come vi viene in mente: al tegamino è un pò banale, sbattuto troppo evocativo, con panna e paprika ungherese inizia ad essere chic, intero e nella sua confezione mi sembra triste e poco espressivo.
di nuovo silenzio e di nuovo luna calante, il caldo si fa sentire sul colletto della maglietta, ma tuttavia continuo a chiedermi se sul calesse basta semplicemnte salirci oppure occore trainarlo.

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